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LUXCURA

Dichiarazione — copertina della fanzine fotografica di Luca Pistillo
Dichiarazione — Ginevra

7,30 €

Dichiarazione — Ginevra

7,30 €

Sequenza di quattordici fotografie. L'ordine è parte dell'opera. Una dichiarazione che non diventa mai parola.

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IL VOLUME

CHE COSA C'E' DENTRO

Questo progetto prende forma da un’esigenza che non nasce dallo sguardo del fotografo, ma dal corpo e dall’esperienza di chi attraversa la sequenza delle immagini. Non si tratta di una narrazione costruita dall’esterno, né di una riflessione astratta sull’identità, ma della traduzione visiva di un bisogno reale: quello di dare forma a qualcosa che non può essere pronunciato apertamente.

La sequenza fotografica si sviluppa come un sistema strutturato, in cui ogni immagine assume valore solo in relazione alle altre. Il corpo non viene rappresentato come soggetto da osservare, ma come spazio attivo di articolazione di un linguaggio non verbale. Punti, linee, pause e gesti non hanno una funzione simbolica, ma operativa: sono elementi attraverso cui una dichiarazione prende corpo senza mai diventare parola.

Il lavoro nasce da un processo condiviso, in cui il fotografo non si limita a osservare, ma costruisce un dispositivo formale capace di accogliere e tradurre un’urgenza che non gli appartiene. Le immagini non illustrano un contenuto predefinito, ma accompagnano un percorso che si sviluppa nel tempo della sequenza, seguendo un ordine preciso e non modificabile. Ogni posa, ogni gesto, ogni frammentazione del corpo è il risultato di una scelta consapevole, legata a un attraversamento psicologico che avviene prima dello scatto e dentro lo scatto.

La costruzione delle immagini non risponde a una logica narrativa, ma a una progressione interna fatta di concentrazione, trattenuta e accumulo. Il corpo è chiamato a sostenere una struttura che richiede attenzione e presenza, come se ogni immagine fosse il tentativo di avvicinarsi a qualcosa che non può essere detto direttamente. La sequenza non chiarisce, non spiega, non risolve: espone una tensione che cresce e si deposita nel tempo.

L’atto finale non rappresenta una rivelazione, ma un cedimento. Non è il momento in cui qualcosa viene finalmente dichiarato, ma quello in cui la pressione accumulata non può più essere contenuta. Ciò che accade in quell’immagine non appartiene al linguaggio, ma al corpo che lo attraversa. Il progetto si chiude senza fornire risposte, lasciando che la dichiarazione esista esclusivamente nella struttura delle immagini e nella loro articolazione sequenziale.

DICHIARAZIONE non è quindi un’affermazione pronunciata, ma una presenza costruita. Un contenuto che non può essere detto e che proprio per questo trova spazio solo nella forma, nel gesto e nella sequenza.

Sequenza di quattordici fotografie. L’ordine è parte dell’opera. VOL—04 della collana LUXCURA, volume digitale di 28 pagine, file PDF a doppia pagina affiancata, disponibile subito dopo.

Digital volume — 28 pages, PDF with facing double pages. Instant download after payment.

  • Che cos'è

    Questo progetto prende forma da un’esigenza che non nasce dallo sguardo del fotografo, ma dal corpo e dall’esperienza di chi attraversa la sequenza delle immagini. Non si tratta di una narrazione costruita dall’esterno, né di una riflessione astratta sull’identità, ma della traduzione visiva di un bisogno reale: quello di dare forma a qualcosa che non può essere pronunciato apertamente.

    La sequenza fotografica si sviluppa come un sistema strutturato, in cui ogni immagine assume valore solo in relazione alle altre. Il corpo non viene rappresentato come soggetto da osservare, ma come spazio attivo di articolazione di un linguaggio non verbale. Punti, linee, pause e gesti non hanno una funzione simbolica, ma operativa: sono elementi attraverso cui una dichiarazione prende corpo senza mai diventare parola.

    Il lavoro nasce da un processo condiviso, in cui il fotografo non si limita a osservare, ma costruisce un dispositivo formale capace di accogliere e tradurre un’urgenza che non gli appartiene. Le immagini non illustrano un contenuto predefinito, ma accompagnano un percorso che si sviluppa nel tempo della sequenza, seguendo un ordine preciso e non modificabile. Ogni posa, ogni gesto, ogni frammentazione del corpo è il risultato di una scelta consapevole, legata a un attraversamento psicologico che avviene prima dello scatto e dentro lo scatto.

    La costruzione delle immagini non risponde a una logica narrativa, ma a una progressione interna fatta di concentrazione, trattenuta e accumulo. Il corpo è chiamato a sostenere una struttura che richiede attenzione e presenza, come se ogni immagine fosse il tentativo di avvicinarsi a qualcosa che non può essere detto direttamente. La sequenza non chiarisce, non spiega, non risolve: espone una tensione che cresce e si deposita nel tempo.

    L’atto finale non rappresenta una rivelazione, ma un cedimento. Non è il momento in cui qualcosa viene finalmente dichiarato, ma quello in cui la pressione accumulata non può più essere contenuta. Ciò che accade in quell’immagine non appartiene al linguaggio, ma al corpo che lo attraversa. Il progetto si chiude senza fornire risposte, lasciando che la dichiarazione esista esclusivamente nella struttura delle immagini e nella loro articolazione sequenziale.

    DICHIARAZIONE non è quindi un’affermazione pronunciata, ma una presenza costruita. Un contenuto che non può essere detto e che proprio per questo trova spazio solo nella forma, nel gesto e nella sequenza.

    Sequenza di quattordici fotografie. L’ordine è parte dell’opera. VOL—04 della collana LUXCURA, volume digitale di 28 pagine, file PDF a doppia pagina affiancata, disponibile subito dopo.

    Digital volume — 28 pages, PDF with facing double pages. Instant download after payment.

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